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L’aumento dell’età media della popolazione ha determinato un incremento di patologie croniche, degenerative e invalidanti.

Proprio in ragione dell’aumento della popolazione in età avanzata, le lesioni da pressione sono un problema destinato a crescere: esse tendono a formarsi prevalentemente nei soggetti affetti da patologie che ne compromettono la funzionalità neuromotoria e nei soggetti anziani.

Solo un’adeguata prevenzione può svolgere un ruolo determinante nel prevenire la comparsa o la progressione delle lesioni da decubito.

Ciò è confermato da alcuni studi epidemiologici condotti sull’incidenza e prevalenza di tale fenomeno.

 

COSA SONO LE LESIONI DA PRESSIONE?

Con lesione da pressione, seguendo la definizione dell’European Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP), s’intende una lesione localizzata alla cute e/o agli strati sottostanti, generalmente in corrispondenza di una prominenza ossea, quale risultato di pressione, o pressione in combinazione con forze di taglio.

Quando un tessuto molle si trova compresso fra una prominenza ossea ed una superficie esterna (ad es. materasso, sedia, carrozzina, ecc.) per un periodo di tempo prolungato che varia da soggetto a soggetto, i vasi sanguigni di quell’area collabiscono e si verificano dapprima ischemie e rossori, fino ad arrivare alla morte di tessuto (necrosi).

La pressione perpendicolare del peso corporeo non è l’unica forza che causa l’insorgenza di complicanze ipossiche, ischemiche o necrotiche; ad essa, infatti, si aggiungono stiramento e frizione.

Tale danno si forma prevalentemente nei soggetti immobilizzati o con problemi di mobilità.

Le lesioni da pressione (LdP) vengono ordinate per gradi o stadi al fine di classificare il grado di danneggiamento osservato nel tessuto.

Il sistema internazionale di classificazione delle Ulcere da Pressione è stato elaborato dalla National Pressure Ulcer Advisory Panel (NPUAP), European Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP) e dalla Pan Pacific Pressure Injury Alliance (PPPIA).

 

QUALI SONO I SOGGETTI A RISCHIO?

Le ricerche e gli esperti sono unanimi nell’affermare che la stragrande maggioranza delle ulcere da decubito correlate all’assistenza possono e dovrebbero essere prevenute!

Le linee guida internazionali EPUAP/NPUAP descrivono chiaramente come prevenire e riconoscere le persone a rischio di sviluppare una Ldp: persone con ridotta mobilità, con significativa perdita della sensibilità, severo deterioramento cognitivo, incapaci di riposizionarsi autonomamente, con pregressa storia di ulcere o alterazione della perfusione tessutale, o con gravi carenze nutrizionali e malattie cardiache o diabete.

Gli operatori sanitari devono valutare le condizioni di rischio dei soggetti con l’ausilio di scale validate.

Le scale di valutazione più frequentemente utilizzate sono: il Norton Pressure Ulcer Prediction Score, (Norton Scale) la Braden Scale for Predicting Pressure Sore Risk specificatamente in soggetti anziani fisicamente e cognitivamente compromessi o la Waterloo Score (WUWHS, 2016).

Il consenso degli esperti suggerisce che l’approccio debba essere ‘strutturato’ mediante l’utilizzo del giudizio clinico, al fine di agevolare l’esame di tutti i fattori rilevanti di rischio.

 

LA PREVENZIONE DELLE LDP

Per prevenire le lesioni da decubito è necessario cambiare spesso posizione perché il movimento seppur minimo consente di attivare la circolazione e prevenire il danno da pressione.

Per ridurre l’attrito e la pressione tra la pelle e la superficie del letto o della carrozzina si utilizzano dispositivi antidecubito come materassi, cuscini e imbottiture.

La scelta del sostegno è soggettiva: dipende dal grado di mobilità, dalla costituzione e dal rischio di lesione.

È tuttavia importante che la persona sia in posizione comoda.

Le superfici Termoletto sono “dispositivi specializzati per la ridistribuzione della pressione, progettati per la gestione dei carichi sul tessuto, del microclima e/o altre funzioni terapeutiche (ne fanno parte: qualsiasi materasso, sistema di letto integrato, materasso sostitutivo, sovramaterasso, cuscino per sistema di seduta o sovracuscino per sistema di seduta)”.

Le superfici di supporto dovrebbero essere selezionate compatibilmente con il setting assistenziale e su base individuale a seconda dei bisogni del soggetto in termini di ridistribuzione della pressione e di altre funzioni terapeutiche sopradescritte.

Per evitare che le superfici risultino inefficaci dal punto di vista preventivo e/o terapeutico, è necessario:

  • posizionare il minor strato possibile di lenzuola nelle zone di contatto del paziente;
  • evitare l’uso di traverse assorbenti e pannolini, in modo da consentire l’affondamento massimo del paziente sulla superficie e favorire la distribuzione del carico e ridurre la pressione di contatto;
  • evitare la manovra di rimboccare le lenzuola sotto il materasso affinché non si realizzi quello che viene definito “effetto amaca”, che annulla l’azione di ridistribuzione del corpo da parte della superficie di supporto, determinando una concentrazione della pressione sulle prominenze ossee (Linee Guida Friuli-Venezia Giulia, 2013).

In tutti i casi, si dovrebbero seguire le raccomandazioni del produttore riguardo al loro uso e manutenzione.

VUOI CONOSCERE IL GRADO DI RISCHIO?